Introduzione: una storia che inizia molto prima di Wall Street
“Nel 1407, a Genova, nasce il Banco di San Giorgio. Per la prima volta nella storia, dei cittadini comuni mettono insieme i loro soldi per finanziare le imprese della Repubblica di Genova e in cambio ricevono una quota dei profitti. Senza saperlo, stavano inventando il concetto di azione.”
Facciamo un salto avanti di seicento anni.
Le azioni sono probabilmente lo strumento che ha creato più ricchezza nella storia moderna.
Giusto per fare un esempio, l’indice americano S&P 500 (l’indice di borsa più famoso del mondo) ha reso in media circa il 10% annuo negli ultimi 100 anni.

Tradotto in modo brutale:
- 100€ investiti un secolo fa sarebbero diventati oggi oltre 1.500.000€, grazie alla magia dell’interesse composto

Certo, non stiamo tenendo conto dell’inflazione e difficilmente una persona ha la possibilità di investire per 100 anni ma direi che rende bene l’idea! (il patrimonio investito di una famiglia si’ che potrebbe essere investito per 100 e più anni però!)
Ciononostante, solo 1 italiano su 3 investe nei mercati finanziari.
Non perché non possa, ma perché non capisce davvero cosa sta comprando. Cercheremo di rispondere ai principali dubbi in questo articolo (e relativo video YT che troverai sul mio canale), in particolare:
- cosa sono davvero le azioni;
- perché esistono;
- come fanno a generare rendimenti;
- quali rischi hanno;
- e come puoi comprarle.
Il punto che cambia completamente prospettiva
Ogni giorno usi prodotti di aziende come Apple, Amazon, Google, Coca-Cola o Visa. Molte di più in realtà ma voglio solo citarne alcune per fare degli esempi.
Ogni volta che:
- compri un prodotto
- usi un servizio
- paghi con una carta
- fai una ricerca su internet
stai contribuendo ai ricavi di queste aziende.
Ora chiediti: tu partecipi mai a quei profitti? La risposta (molto probabilmente) è no. Ed è qui che nasce la differenza fondamentale.
Nell’economia puoi stare in due posizioni:
- cliente
- proprietario
Le azioni ti possono dare una straordinaria opportunità: permettere a persone normalissime, come me e te di diventare proprietari di alcune delle aziende più grandi del mondo.
E la cosa incredibile è che non servono milioni per iniziare, ti basta anche soltanto un Euro.
Cos’è davvero un’azione (senza complicazioni)
Un’azione è una quota di proprietà di un’azienda. Non è un numero su un grafico. Non è una scommessa.
È un pezzo proprietà di una società per azioni (SPA per gli amici).
Quando compri un’azione di Apple:
- diventi proprietario di una piccola parte dell’azienda
- partecipi ai suoi risultati futuri
- condividi crescita e rischi
Se l’azienda cresce → il tuo pezzo vale di più
Se l’azienda va male → il tuo pezzo vale di meno
Semplice.
Perché le aziende emettono azioni
Le aziende non vendono azioni per beneficenza. Se Steve Jobs ha deciso di vendere una parte della sua azienda a degli sconosciuti, lo ha fatto per un motivo molto semplice: aveva bisogno di capitali per finanziare l’espansione di Apple.
In generale, possono servire soldi per:
- costruire nuovi stabilimenti
- assumere nuovi dipendenti
- sviluppare nuovi prodotti
- entrare in nuovi mercati
Le alternative sono due:
1. Debito
Chiedere soldi in prestito alle banche, da restituire con interessi.
2. Equity (azioni)
Vendita di quote della società, tramite un’offerta pubblica iniziale (o IPO in inglese).
Il vantaggio per i “vecchi” soci è che non hanno nessun debito da ripagare. Il prezzo che pagano è diverso: decidono di condividere una parte dei profitti futuri e del controllo dell’azienda con i nuovi azionisti, come vedremo tra poco.
Recentemente, hanno fatto molta notizia le IPO di SpaceX e quella dell’italiana Bending Spoons.
Quando avviene l’IPO è il momento in cui l’azienda passa dall’essere privata all’essere quotata in borsa. Da qui in poi, chiunque può detenere un pezzetto di quell’azienda ed il prezzo dell’azione oscillerà su e giù nel classico saliscendi dei mercati borsistici.
E prima di scoprire perché questa non è necessariamente una cosa negativa, vediamo quali sono i diritti che si ottengono diventando azionisti.
Cosa ottieni quando compri azioni
Diventare azionista significa avere diritti reali. Sostanzialmente parliamo di 3 diritti:
1. Partecipazione agli utili (dividendi)
Se l’azienda distribuisce utili, ricevi una quota proporzionale (su cui devi pagare il 26% di tasse). Tipicamente le aziende europee distribuiscono dividendi una volta l’anno, quelle americane una volta a trimestre.
2. Diritto di voto
Puoi partecipare alle assemblee degli azionisti e (teoricamente) influenzare le decisioni aziendale (ovviamente se la tua quota rappresenta lo 0,000001% il tuo voto sarà ininfluente).
3. Quota di liquidazione
In caso di chiusura dell’azienda, hai diritto a una parte residua dopo i creditori. Non è la situazione più piacevole ma vale la pena citarlo.
COME SI GUADAGNA CON LE AZIONI
Ci sono esattamente due modi per guadagnare con le azioni: l’apprezzamento in conto capitale (capital gain) ed i dividendi. Vediamo le principali caratteristiche.
1. Capital gain
Il meccanismo è piuttosto semplice: compri un asset ad un certo prezzo e lo rivendi successivamente ad un prezzo più alto. La differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto è il tuo capital gain (su cui dovrai pagare, anche in questo caso il 26% di tasse sulle plusvalenze finanziarie).
Esempio (valori puramente casuali):
- acquisto una azione Apple il 2/2/2022 a 100$
- vendo una azione Apple il 4/4/2024 a 200$
- il mio guadagno in conto capitale è 100$, su cui dovrò pagare 26$ di tasse (il mio guadagno netto quindi sarà 74$)
2. Dividendi
Per quanto riguarda i dividendi, abbiamo già detto prima che sono una parte degli utili aziendali che vengono redistribuiti tra i soci. Le aziende non sono tenute a farlo ma quando lo decidono possono distribuire parte degli utili.
Se possiedi 10 azioni e l’azienda paga 1€ per azione allora riceverai 10€ (lordi, considera sempre il 26% di tasse).
Una metrica importante: il dividend yield
Chiaramente, un dividendo di 10€ pagato dall’azienda A non sarà necessariamente meglio di un dividendo da 1€ pagato dall’azienda B. Ci manca un dato importante da considerare: il prezzo dell’azione.
Infatti per poter confrontare i dividendi pagati da aziende diverse dobbiamo introdurre il concetto di Dividend Yield, ovvero rendimento da dividendo. Si calcola così: dividendo annuo diviso il prezzo dell’azione, moltiplicato per 100.
Se un’azione costa 100 euro e paga 5 euro di dividendo all’anno, allora il dividend yield è il 5%.
Significa che, nell’ipotesi in cui il prezzo dell’azione dovesse restare esattamente immobile nel corso di un anno, allora tu staresti guadagnando il 5% all’anno, solo dai dividendi.
Quindi conviene scegliere azioni con un dividendo alto?
Non esiste una regola fissa che dica se sia meglio puntare su aziende che offrono un dividendo alto o aziende che puntano alla crescita complessiva del valore dell’azione. Pero’ tieni a mente questi 2 concetti, non li approfondiremo oggi ma voglio introdurli e lasciarti riflettere:
- I dividendi che ricevi non sono soldi che compaiono dal nulla. Sono utili che l’azienda ha già realizzato e che sono già nella cassa dell’azienda. Ricevere questi soldi come dividendo o tramite altre modalità, mi dovrebbe essere teoricamente del tutto indifferente (e vedremo in futuro che potrebbero esistere alternative piu’ efficienti del dividendo).
- Il rendimento da dividendo è in genere una percentuale del valore dell’azione, che puo’ essere 0 per quelle aziende che non distribuiscono dividendi fino ad un massimo del 5-10%. E’ molto raro che una azienda in forte crescita e con ottimi risultati offra rendimenti maggiori. Il valore di un’azione invece può, in teoria, crescere all’infinito: più un’azienda va bene, più il mercato si convince che quella azienda farà un sacco di utili negli anni a venire e più il valore della sua azione tenderà a salire. Guarda Nvidia: valeva meno di 20$ 5 anni va e ne vale più di 200 oggi.

Quindi tu cosa preferisci: puntare tutto sui dividendi o sul capital gain? Meglio pochi punti % abbastanza sicuri o una crescita potenzialmente illimitata, ma molto più incerta?
Perché il prezzo delle azioni oscilla
Il prezzo di una azione cambia continuamente, su e giu’ come su un’altalena. Ma prima di capire perche’ oscilla in questa maniera (apparentemente incomprensibile) voglio parlare di 2 espressioni che mi fanno proprio imbestialire.
La prima è: “Giocare in borsa“. Come se comprare azioni fosse la stessa cosa che andare a scommettere alla SNAI o prendere un Gratta e Vinci.
La seconda è quella che compare nei TG ogni volta che i mercati crollano: “Bruciati mille miliardi in una sola giornata!“. Detta così sembra che qualcuno abbia acceso un gigantesco falò con i soldi degli investitori e che quei soldi si siano bruciati, persi per sempre.
In realtà nessuna delle due espressioni aiuta davvero a capire cosa sta succedendo. La prima trasforma gli investimenti in una scommessa. La seconda si concentra sul movimento di breve periodo senza spiegare cosa c’è dietro.
Per capire davvero le azioni dobbiamo quindi capire perché il prezzo di un’azione oscilla continuamente.
La risposta più semplice è questa: domanda e offerta. Banale, come il prezzo delle ciliegie in primavera, se tante persone vogliono comprare un’azione di Apple e poche vogliono venderla, il prezzo sale.
Se tante persone vogliono vendere e poche vogliono comprare, il prezzo scende. Semplice, è il meccanismo fondamentale che regola ogni mercato.
Ovviamente la realtà è più complessa e dobbiamo distinguere quelli che sono i movimenti di breve periodo dai movimenti di lungo periodo.
Nel breve periodo il grafico del prezzo di un’azione può sembrare la pallina impazzita di un flipper, alle stelle un giorno, giù come se non ci fosse un domani nei 2 giorni successivi e poi ancora su.

L’andamento di breve periodo infatti può essere influenzato da mille fattori:
- notizie economiche o politiche
- crisi di una azienda o di un settore
- cambiamenti nei tassi di interesse
- emozioni del mercato
La maggior parte delle volte si tratta di informazioni che poco o nulla hanno a che fare con la capacità di lungo periodo di un’azienda di produrre utile. Insomma, rumore di fondo che andrebbe ignorato.
Nel lungo periodo invece cambia tutto e per capirlo dobbiamo tornare alla definizione di azione. Se abbiamo detto che un’azione rappresenta una quota di proprietà di un’azienda, che cosa mi porterà investire in quella azienda?
La convinzione che farà bene e crescerà nel tempo e che mi farà guadagnare molti più soldi domani, di quello che sto investendo oggi. Il prezzo di un’azione infatti può essere visto come il valore attuale degli utili che mi attendo di ricevere nel futuro da quell’azienda.
Il fattore piu’ importante in pratica e’ la capacità dell’azienda di generare utili futuri
Evitando definizioni e calcoli di matematica finanziaria e semplificando il più possibile, possiamo dire che tanti più utili mi aspetto che Apple farà nei prossimi 10 anni e tanto più sarò disposto a pagare oggi per avere una sua azione!
Se la maggior parte delle persone che comprano azioni la pensa come me, allora in molti vorranno l’azione di Apple e la legge della domanda e dell’offerta fara sì che il prezzo di Apple salga.
Ovviamente vale anche il contrario. Se la maggior parte delle persone pensa che un’azienda andrà male, allora il valore delle sue azioni tenderà a scendere.
I rischi dell’investimento azionario
Fin qui sembra tutto molto semplice. Basta scegliere l’azione giusta, aspettare qualche anno e si ha la certezza di fare un sacco di soldi, giusto? Sbagliato!
Le azioni sono uno degli investimenti più redditizi della storia, non c’è dubbio. Ma questo non significa che siano prive di rischi. Anzi, è proprio perché comportano dei rischi che possono offrire rendimenti potenzialmente più elevati.
Pensiamoci un attimo: se esistesse un investimento senza rischi che rende il 10% l’anno, perché qualcuno dovrebbe accontentarsi di un conto deposito al 2% o di un titolo di Stato? Nessuno lo farebbe.
E di conseguenza, se due investimenti avessero esattamente lo stesso livello di rischio, ma uno dovesse rendere il 2% e l’altro il 10%, quale sceglieresti? Direi che la risposta è abbastanza scontata.
Quando sia parla di investimenti è bene chiarire sempre che esiste una relazione imprescindibile tra rischio e rendimento. Senza uno, non può esserci l’altro.
Attenzione: questo non significa che prendere più rischio ti garantisca un rendimento maggiore. Significa soltanto che, se vuoi sperare in rendimenti maggiori, devi accettare la possibilità di poter perdere di più, rispetto a chi ha rischiato meno.
Quindi quando ti troverai davanti a qualcuno (presto o tardi capiterà) che ti proporrà un investimento sicuro, privo di rischi, ma con rendimenti elevati, comportati da gran signore quale sei: ringrazialo cortesemente per l’opportunità proposta e poi stanne il più lontano possibile per il resto della tua vita!
Ma ora, finalmente, vediamo quali sono i principali rischi che un investitore deve sopportare.
1. Rischio specifico
Il rischio specifico è quello legato all’andamento di una singola azienda.
Se investi tutti i tuoi soldi in una sola società e questa società fallisce, il tuo investimento verosimilmente non varra’ più nulla. È successo decine di volte nella storia e continuera’ a succedere, perche’ accanto ad aziende che fanno bene e producono miliardi di utili ogni anno ce ne sono inevitabilmente altre che fanno male o che sono coinvolte in scandali finanziari che le portano al fallimento. Pensa a Parmalat in Italia o Lehman Brothers negli Stati Uniti.
Ed è il motivo per cui ti sentirai ripetere continuamente una parola: diversificazione. La diversificazione può essere spiegata con un famoso modo di dire:
Non mettere tutte le uova nello stesso paniere!

In parole povere, se possiedi le azioni di una sola azienda, il tuo destino dipende da quella singola azienda. Se si rompe il “paniere” si rompono tutte le uova (cioe’ i tuoi risparmi!). Se invece investi in dieci, cento o addirittura mille aziende, il fallimento di una di loro avrà un impatto molto più limitato sul tuo portafoglio. In altre parole la diversificazione ti aiuta a diminuire il rischio specifico.
Vedremo piu’ avanti come si fa a comprare azioni di 1000 aziende, prima dobbiamo parlare del secondo rischio, quello sistemico.
2. Rischio sistemico
Questo è il rischio che riguarda tutto il mercato e su cui, di fatto, hai pochissimo controllo. Anche possedendo migliaia di aziende infatti ci potranno essere periodi in cui praticamente tutte le borse del mondo scenderanno.
È successo nel 2000 con la bolla di Internet o nel 2008 con la Grande Crisi Finanziaria o più recentemente nel 2020 durante il Covid.
E’ successo, e sicuramente succederà molte altre volte, che i mercati vadano in crisi per i motivi piu’ disparati e perdano anche il 30, 40 o perfino più del 50%.
Quando questo capita, può succedere che il recupero sia fulmineo come per la crisi del Covid. Ma puo’ anche succedere che ci vogliano diversi anni perché il mercato, infine, ritorni al valore che aveva prima del crollo (come per la bolla di Internet e per la Grande Crisi Finanziaria).
Sì, può capitare e se vuoi investire in azioni, devi essere pronto a gestire queste situazioni perché prima o poi capiteranno. Anzi, se investi abbastanza a lungo, non è una possibilità. È praticamente una certezza.
Però attenzione, perché qui c’è un punto fondamentale che spesso viene completamente ignorato.
Quando diciamo che il mercato può perdere molto, stiamo parlando di quello che può succedere nel medio-breve periodo. Ma investire in azioni non dovrebbe essere mai un’operazione di pochi mesi o poche settimane.
Il vero vantaggio dell’investimento azionario emerge chiaramente quando allarghiamo l’orizzonte temporale. Storicamente, infatti, più aumenta il periodo in cui rimani investito, più diminuisce la probabilità di chiudere l’investimento in perdita.

Su periodi molto brevi puoi tranquillamente trovarti sotto del 20%, 30% o anche di più. Ma su orizzonti lunghi, come 15 o 20 anni, la probabilità che il tuo investimento azionario su un indice globale sia ancora in perdita è stata praticamente prossima allo 0.

Questo non significa che il futuro sia garantito: finora è sempre andata cosi’ ma non esiste nessuna regola che dice: “compri oggi e tra 10 anni sarai sicuramente ricco”.
Significa semplicemente che il tempo è lo strumento più potente che abbiamo per assorbire le crisi e lasciare alle aziende il tempo di creare valore.
L’errore da NON fare
In queste situazioni in cui il mercato temporaneamente crolla invece puo’ accadere che molti investitori commettano l’errore più grande: vendere tutto.
Non perché quelle aziende in cui avevano investito non valgono più nulla ma perché la paura prende il sopravvento. E così, presi dal terrore di perdere tutto trasformano una diminuzione di valore temporanea in una perdita definitiva.
A questo punto è facile pensare che quindi il vero problema sia questa volatilità un po’ irrazionale dei mercati.
Ma in realtà no, non è cosi’. Ci vuole del tempo per imparare a gestire le emozioni, ma questo è semplicemente il modo in cui il mercato si muove.
Se guardi il grafico di un’azione o di un indice azionario, vedrai continue oscillazioni quotidiane: su, giù, su, giù e via dicendo.
In pratica il tuo investimento potrebbe guadagnare il 10% in un mese… e perdere quel 10% nel mese successivo. O addirittura in un giorno!

Dal punto di vista psicologico non è affatto facile da gestire, anzi, è probabilmente la parte più difficile dell’investire.
Ma la volatilità non è il nemico dell’investitore. E’ il prezzo del biglietto che paghi per avere la possibilità di ottenere rendimenti più elevati.
Possiamo eliminarla completamente? No ma possiamo gestirla ed imparare a conviverci.
Come? Principalmente in due modi. Anzi tre.
Il primo e probabilmente il piu’ efficace metodo è evitare di guardare i prezzi giornalieri dei nostri investimenti. Se investiamo infatti per il lungo periodo e ci interessa costruire il nostro patrimonio per i prossimi 20 o più anni, quale beneficio abbiamo guardando ogni giorno lo stato dei nostri titoli? Nessuno.
Oh, sia chiaro, io predico bene ma razzolo malissimo dato che controllero’ l’andamento della borsa almeno 5 volte al giorno! A mia discolpa almeno, non prendo decisioni d’impulso subito dopo (non piu’ almeno, ho gia’ sbagliato abbastanza in passato).
Il secondo modo è affiancare alle azioni altri strumenti finanziari meno volatili e/o decorrelati dalle azioni. Questo ci permettera’ di ridurre le oscillazioni complessive del nostro portafoglio e di non avere tutti gli strumenti che si muovono contemporaneamente nella stessa direzione.
Lo vedremo meglio in un altro futuro articolo, quando parleremo di asset allocation ma il concetto fondamentale che ti deve rimanere è che l’alternativa non è o investire al 100% in azioni o non investire affatto: esistono tante altre possibilità per costruire un portafoglio adatto alla tua propensione al rischio.
Il terzo ed ultimo modo per non farsi fregare dalla volatilita’ è scegliendo il giusto orizzonte temporale.
Se compri azioni pensando di rivenderle tra due settimane, la volatilità è effettivamente un enorme rischio. Ma se investi con un orizzonte di dieci, quindici o vent’anni, quelle stesse oscillazioni diventano semplicemente parte del viaggio, soltanto un fastidioso rumore di fondo che imparerai ad ignorare.
La logica conseguenza e’ che la scelta dello strumento giusto dipende dal tuo orizzonte temporale. Se sai che quei soldi che vuoi investire oggi ti serviranno tra 2 anni per acquistare l’auto nuova, certamente le azioni non sono lo strumento migliore, perche’ potrebbero ritrovarsi nel pieno di un crollo proprio quando ne avresti piu’ bisogno, e quindi avere il 30% di soldi in meno per la tua auto.
Attenzione, un’ultima considerazione.
Abbiamo detto che storicamente i mercati tendono a crescere, ed e’ quello che generalmente hanno fatto fino ad oggi. Ma questo non significa che le azioni siano adatte a tutti.
Se sapere che il tuo investimento potrebbe perdere il 30% in pochi mesi ti farebbe dormire male la notte significa che probabilmente stai assumendo più rischio di quanto sei davvero disposto a sopportare.
E personalmente credo che investire bene non significhi inseguire il rendimento più alto; per me significa trovare il giusto equilibrio tra rendimento atteso e serenità personale.
L’investimento migliore infatti non è quello che rende di più. E’ quello che ti permette di raggiungere i tuoi obiettivi.
E’ quello che ti permette di rimanere investito e farti dormire tranquillo, anche nel bel mezzo di una crisi finanziaria.
A questo punto conosci praticamente tutto delle azioni.
Sai perché esistono, come fanno a generare rendimenti e quali rischi comportano.
Manca soltanto un ultimo tassello: come cavolo si comprano, queste benedette azioni?
Lo vediamo subito, nel capitolo finale di questa maxi-guida introduttiva all’investimento azionario.
COME SI COMPRANO LE AZIONI
Ce le hai presente quelle scene dei film in cui gli operatori di borsa urlano, fanno dei segni con la mano e interagiscono con 4 telefoni alla volta? Beh, qualche decennio fa comprare un’azione poteva risultare un’operazione piuttosto complicata e questo limitava il numero di persone che potevano concretamente accedere ai mercati.
Oggi per fortuna le cose sono cambiate molto e per investire nei mercati finanziari ti basta 1 minuto, tanto da renderlo praticamente alla portata praticamente di chiunque.
Tutto ciò che ti serve è una banca, o per essere più precisi hai bisogno di un conto presso un intermediario autorizzato, quello che viene comunemente chiamato broker.
Per fare alcuni esempi, puoi utilizzare una banca completa che offre tra i suoi servizi anche un conto titoli (ad esempio Fineco), oppure una piattaforma online dedicata agli investimenti (come Moneyfarm o Directa) o ancora una fintech innovativa (come Trade Republic o Revolut).
Qualunque sia la tua scelta, il compito del broker è semplicemente fare da intermediario tra te e il mercato. Tu decidi cosa comprare, loro eseguono l’operazione.
Una volta aperto il conto e aver trasferito i soldi che intendi investire, la prima cosa da fare è cercare l’azienda che ti interessa. Ogni società quotata ha un simbolo identificativo, chiamato ticker.
È un po’ come la targa di un’automobile e per cercarla puoi utilizzare siti specializzati (come Morningstar o Yahoo Finance) oppure direttamente la piattaforma del tuo broker. Ovviamente puoi anche cercare per il nome dell’azienda ma così come una targa il ticker ti assicura di aver selezionato esattamente l’azione che cercavi.
Ad esempio Apple ha il ticker AAPL, Amazon AMZN e così via.

A questo punto avrai identificato senza dubbio l’azienda che volevi acquistare e potrai vedere molte informazioni sul suo andamento.
A seconda dell’interfaccia del tuo broker avrai più o meno opzioni ma sicuramente ci sarà un tasto Compra o Ordina.

Ma quando premi quel pulsante, che cosa succede davvero? Succede che il tuo ordine viene inviato al mercato, dove incontra qualcuno disposto a vendere quelle stesse azioni. Se il prezzo a cui vuoi comprare coincide con quello richiesto dal venditore, lo scambio avviene. Da quel momento quelle azioni sono tue, sei diventato ufficialmente azionista di Apple!

Ad onor del vero, manca ancora un pezzo. Non ti ho detto infatti che quando clicchi il pulsante compra, puoi scegliere tra due tipi di ordine: a mercato o a limite.
Se scegli l’ordine a mercato, in pratica stai dicendo al tuo broker di comprarti subito Apple al miglior prezzo disponibile in quel preciso momento. È il metodo più semplice ed è quello più utilizzato quando si acquista un titolo molto liquido, come Apple appunto.
Il vantaggio è che il tuo ordine verrà eseguito subito e le azioni saranno subito aggiunte al tuo portafoglio. Lo svantaggio è che non avrai acquistato al prezzo stabilito da te, ti sarai accontentato del miglior prezzo disponibile nel momento in cui hai inserito l’ordine.
Con l’ordine a limite invece ti trovi nella situazione opposta. Qui sei tu a decidere il prezzo massimo che sei disposto a pagare. Se il mercato raggiunge quel prezzo, l’ordine viene eseguito. Altrimenti rimane in attesa. Il beneficio qui è che il prezzo di acquisto sarà al massimo quello indicato da te, mai oltre. D’altro canto lo svantaggio è che potresti non comprare mai quell’azione se nel frattempo il prezzo dovesse continuare a salire.
Considera anche i costi: per ogni ordine eseguito, sia in acquisto che in vendita, la tua banca ti applicherà delle commissioni. Negli ultimi anni, soprattutto grazie ai nuovi operatori online, come Trade Republic, questi costi si sono ridotti moltissimo e oggi possono rappresentare una componente marginale per chi investe con un orizzonte di lungo periodo. In ogni caso, verifica bene le commissioni con il tuo broker, perché possono variare da 1 a qualche decina di euro per ogni ordine.
Ok a questo punto dovresti sapere tutte le basi delle azioni e potresti sentirti pronto per aprire il conto con un broker e comprare la tua prima azione. Forse sì ma probabilmente non dovresti farlo.
Anzi a dirla tutta se questo lungo articolo ha raggiunto il suo obiettivo, probabilmente non dovresti comprare proprio nessuna azione! Ti ho spiazzato? Aspetta, lascia che mi spieghi meglio.
Durante tutto l’articolo abbiamo parlato di comprare azioni di una singola azienda ma ricordi cosa abbiamo detto riguardo al rischio specifico, quello che si riduce grazie alla diversificazione? Ecco, se tu investissi tutto su una sola azienda, staresti scommettendo che proprio quella sarà una delle grandi vincitrici del futuro.
E allora la soluzione sembrerebbe semplice: per diversificare potresti comprarne dieci o ancora meglio cento. Ma comprare azioni di così tante aziende diverse può essere un’operazione costosa e complicata: prima di tutto dovresti gestire decine di ordini di acquisto e pagare le relative commissioni ma soprattutto c’è un problema ancora più grande che in pochi ti dicono.
Nessuno sa quali saranno le aziende che performeranno meglio nei prossimi vent’anni. Ma a dirla tutta nemmeno nei prossimi 6 mesi! Non lo sanno nemmeno i professionisti di Wall Street (anche se non lo ammetteranno mai), vuoi che possiamo capirci qualcosa tu ed io??
Quindi ho fatto tutto sto mega spiegone sulle azioni, solo per dirti alla fine che non bisogna investire in azioni?
Non proprio, non intendo che non devi investire in azioni, anzi. Ma esiste un modo più intelligente per farlo. Esiste uno strumento che ti permette, con un solo acquisto, di investire contemporaneamente in migliaia di aziende di tutto il mondo.
Si chiama ETF. Ed è senza dubbio lo strumento finanziario più adatto a dei piccoli investitori come noi.

Ma oggi non parliamo di ETF, meritano un approfondimento dedicato che spero di realizzare nelle prossime settimane (mesi?).
Oggi l’obiettivo era capire davvero che cosa sono le azioni e spero proprio di averti aiutato.
Ora, prima dei saluti, facciamo un mega recap.
MEGA RECAP
Siamo partiti da Genova, nel 1407, con il Banco di San Giorgio e abbiamo visto come è nato il concetto di azione.
Abbiamo capito che un’azione non è un gratta e vinci, ma una quota di proprietà di un’azienda e che non si “gioca in borsa” ma si investe sul successo di lungo periodo di queste aziende
Poi, abbiamo visto che le aziende emettono azioni per crescere e come si quotano in borsa.
Abbiamo definito che si può guadagnare in due modi: con l’aumento del prezzo delle azioni e con i dividendi.
Dopo, abbiamo compreso perché il loro valore oscilla continuamente e perché il breve periodo è spesso solo rumore di fondo.
Abbiamo parlato dei rischi che ci sono nell’investire in azioni e del motivo per cui investire significa accettare una certa volatilità.
Ed infine, abbiamo visto come si acquistano concretamente le azioni e perché partire dagli ETF potrebbe essere una scelta più sensata.
Ma se c’è una sola idea che vorrei ti portassi a casa da questo video è questa: un’azione non è un numerino verde o rosso che compare su un grafico, è una quota di proprietà di un’azienda reale. Un’azienda fatta di persone, prodotti, clienti e utili.
E quando investi in azioni non stai semplicemente comprando un titolo. Stai diventando, anche se in piccolissima parte, proprietario di quell’azienda.
Secondo me è questo il vero cambio di mentalità che distingue chi investe nel successo di lungo periodo di quell’azienda, da chi specula sulle oscillazioni di prezzo quotidiane.
E tu da che parte stai? Investitore o trader?
FAQ: domande frequenti sulle azioni
Un’azione è una piccola parte di proprietà di un’azienda.
Sì, se investi in una sola azienda che fallisce. Per questo è importante diversificare.
Storicamente i mercati azionari hanno reso circa il 7–10% annuo nel lungo periodo, ma i rendimenti non sono garantiti.
Sì, ma il rischio dipende da quanto e come investi. Più diversifichi, meno rischi specifici hai.
Per la maggior parte delle persone, gli ETF sono più efficienti perché diversificano automaticamente.
No. Oggi puoi iniziare anche con poche decine di euro (anche con un Euro!)
